Procedere Trasformandosi Rimanendo

Nov 16 2012 - Feb 12 2013
Gallery space at Palazzo da Ponte, Venezia
Artists

con un'opera di Toots Zynsky

Penso attraverso la pittura.
Mi trasformo rimanendo dentro.
Dentro ad uno spazio, dentro ad una prassi.
Muovendomi da un quadro all'altro, da un punto ad un altro punto.
Sei quadri della stessa dimensione, dipinti tra il 1996 e il 2011, mostrano un percorso,
il periodo di transizione di un momento particolare del mio lavoro.
Il punto di passaggio tra le Sovrapposizioni e le Sedimentazioni.
All' inizio il corpo si espande, prende spazio,
lascia traccia del proprio movimento e definisce una grande "figura" centrale alla tela, poi le "figure" si moltiplicano, si sovrappongono e lentamente stratificandosi vanno a coprire quasi tutto lo spazio arrivando a coincidere del tutto.
Dopo, l'orizzonte si alza sempre di più e comprime tutto verso l'alto.
Qui comincia il processo della sedimentazione che prosegue da più di dieci anni.
Un accumulo lento, uno strato dopo l'altro.

Alle sei grandi tele dipinte ad olio (cm180 x 160) ed esposte sulle pareti del salone di Palazzo da Ponte, si aggiungono 2 dei 7 leporelli eseguiti nel 2007 con Lorenzo Fallani nel suo laboratorio serigrafico di Venezia.

Sette leporelli, uno diverso dall'altro.
Ognuno racconta la storia della stratificazione di sette strati di colore.
Trattenendo tutto il processo che fa parte della tecnica della serigrafia,
dalle progressive di ogni singolo colore isolato a ogni singola stratificazione, si arriva a costituire l'immagine finale.
E' come se la tecnica serigrafica avesse coinciso perfettamente con ilprocedere del mio fare e non avessi dovuto aggiungere
nulla, mostrare nulla di più.
7 colori per 7 leporelli: 49 colori
Ogni colore assume poi un’identità diversa,
quando comincia a stratificarsi sugli altri, per cui alla fine è come se ne vedessimo non 49,
ma tanti quante sono le stratificazioni.
E anche quando un colore ci sembra uguale ad un altro,
in realtà stiamo guardando qualche cosa di simile e non identico perchè nessuno è uguale a un altro.

Maria Morganti