I fiorellini di Carla

Dec 12 2009 - Feb 27 2010
Gallery Space at Palazzo da Ponte, Venezia
Artists

Le opere di Aldo Grazzi si sono caratterizzate, negli ultimi anni, per una distinta ricerca di ordine,condotta attraverso complesse geometrie di figure e forme disegnate con virtuose tecniche, ritagliando reti, dipingendo o lavorando al telaio perline in pasta di vetro.

Nei nuovi lavori, raccolti in questa esposizione sotto il titolo i fiorellini di Carla, quella ordinata distinzione, quella ragione che tutto accoglieva in forme concluse, ora tracima i propri argini dilatandosi in eteree e luminose consistenze che naturalmente ridisegnano insondabili confini.

Sono lavori realizzati al telaio con un ordito di fili trasparenti appena trattenuti da piccole perline annodate che formano la più semplice figura di fiore. Smontata dal telaio, l'opera rinasce dispiegandosi in una rinnovata forma, come una farfalla dispiega le ali prendendo il volo dal bozzolo nel quale si era formata.

Con I fiorellini di Carla, Aldo Grazzi insegue l'essenza stessa di una forma, inseguendola fino all'ultimo profilo, al suo estremo limite, quando la materia si confonde nella gioiosa apparenza dell'anima.

Scrive Luca Massimo Barbero nell'introduzione del testo-dialogo Per la Costituzione di uno stato moderno, di cui la galleria sta curando la pubblicazione di una seconda edizione aggiornata per Campanotto Editore:

“Aldo Grazzi è un’artista che s’interroga sull’esistenza di un Mondo altrove, che ama i vaticini enigmatici delle particelle semplici, del Punto, del colore, delle associazioni matematiche o semplicemente ama indagare Mondi nuovi senza mai diventare esotico, mistico o peggio ancora “sociale”. Questo suo sguardo è capace di penetrare il fantastico come Realtà e quella Realtà proporla nelle opere con una semplicità così in apparenza evidente, poetica, lieve da essere più sconcertante di un mistero svelato, di una semplice provocazione. Questo compito semplice e fantastico al tempo stesso, lo sguardo svagato di chi sa con passo gentile mantenere saldi sempre nuovi orizzonti, questo raccontare in piccole dimensioni e il suo raccontare “piano”, con le trasparenze forate dall’aria o con colori che non chiedono altro se non il loro nome, mi hanno sempre fatto associare (e con il passare degli anni sempre più) il “modo” di far arte di Aldo a quello di Osvaldo Licini (vi dicevo che le associazioni sono semplici e paradossali).
Nelle opere del mantovano (come scriverebbero), nel loro essere perline, punti disegnati, quadri e geometrie forate o transenne o rulli c’è il mondo di chi sa guardare e parlare poeticamente ed allo stesso tempo per chi sa vedere, c’è una felice irriverenza, una soprelevazione dal mondo ed una profonda ironia che non è mai distacco. Non vi sono angeli, amalassunte, ma vi è la capacità di racchiudere tanto pensiero, esperienza, libertà, un luogo magico che è, appunto, ai nostri occhi ubriachi dalla contemporaneità spiccia, quasi disarmante, anche perché talvolta fa sorridere.”

ALDO GRAZZI | SHORT BIO

 

Aldo Grazzi è nato nel 1954 a Pomponesco (Mantova), vive e lavora a Perugia e Venezia.
Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna prende parte negli anni Ottanta a numerose manifestazioni espositive, fra le quali si segnalano alcune che egli stesso, o con altri, cura e progetta:
“Rapido fine” (ex calzaturificio Zenit, Ferrara 1986), “Traviata” (Isola Boschina, sul Po di Ostiglia, 1987), “Eleonora” (Palazzo Ducale, Mantova 1987), “La Regina degli U.F.O.” (Galleria Neon, Bologna 1988), “Perdòno” (Rotonda di S. Lorenzo, Mantova 1992).

 

Successive sono le esposizioni personali:

“Oppure” (Galleria Totem il Canale, Venezia, 1989), “Bestiario” (Galleria Neon, Bologna, 1990; catalogo a cura di L.M. Barbero), “Portafortuna” (Galleria Tag, Udine, 1990; catalogo a cura di L.M.Barbero), “Storie di lupi” (Galleria Totem il Canale, Venezia, 1991), “A caccia di farfalle” (Galleria Carasi, Mantova, 1992; a cura di Aurora Fonda).

Alcuni viaggi in Africa (1987/93), dove realizza lavori con Maasai e Samburu, comportano nuove
riflessioni sul sistema dell’arte dal quale si allontanerà lavorando ritirato ed elaborando una
gestualità del fare, complessa e totalizzante, resa un vero e proprio esercizio spirituale.

Aldo Grazzi ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Perugia, di Sassari e di Carrara; attualmente è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.